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Salute animali

Apr 9, 2026

Gatti e cani: l'assicurazione non è uguale per tutti (perché i gatti hanno bisogno di coperture diverse)

By NovaPet Research Team

Il tuo gatto probabilmente non andrà mai dal veterinario per una rottura del legamento crociato. Non avrà bisogno di chirurgia ortopedica perché ha saltato male dal divano. Non si fratturerà la zampa correndo al parco.

Il tuo gatto, molto più probabilmente, svilupperà un'insufficienza renale cronica a 12 anni. E quella ti costerà tra i 1.500€ e i 4.000€ l'anno in gestione, per il resto della sua vita.

Due animali. Due mondi sanitari completamente diversi. Una polizza uguale per entrambi non ha senso.

 

Eppure è esattamente quello che succede. Apri il sito di qualsiasi assicurazione per animali in Italia e trovi "cane o gatto?" come unica distinzione. Scegli gatto, e ti viene proposta la stessa struttura di copertura del cane, magari con un premio leggermente più basso. Come se bastasse cambiare la foto sulla brochure.

 

Il gatto è un paziente cronico

Questa è la differenza fondamentale, e pochi ne parlano.

I cani si fanno male. Corrono, saltano, mangiano cose che non dovrebbero, litigano con altri cani. Le emergenze canine sono spesso acute: traumi, ingestione di corpi estranei, torsione gastrica. Intervento, risoluzione, guarigione.

I gatti si ammalano. Lentamente, silenziosamente, cronicamente.

Le cinque patologie più comuni nel gatto adulto:

  1. Malattia renale cronica (colpisce oltre il 30% dei gatti sopra i 10 anni)
  2. Ipertiroidismo (molto frequente nei gatti anziani, richiede farmaci a vita)
  3. Diabete mellito (insulina, monitoraggio costante, dieta speciale)
  4. Malattie delle basse vie urinarie (cistiti ricorrenti, ostruzioni, stress)
  5. Malattia infiammatoria intestinale (cronica, gestione alimentare e farmacologica)

Noti qualcosa? Sono tutte croniche. Tutte richiedono gestione continuativa. Tutte costano poco per singola visita ma tantissimo nel tempo.

 

E qui sta il problema con le polizze attuali.

La maggior parte delle assicurazioni per animali in Italia è costruita sul modello "evento acuto." Coprono l'intervento chirurgico, la visita d'emergenza, l'incidente. Hanno massimali annuali, franchigie per evento, esclusioni per patologie preesistenti.

Per un cane che si rompe una zampa, questo modello funziona. Un evento, un costo, un rimborso.

Per un gatto con insufficienza renale? Il modello crolla.

Perché la malattia renale non è "un evento." È una condizione che inizia, progredisce, e va gestita per anni. Il costo non è un picco: è una linea costante.

Cane (scenario tipo) Gatto (scenario tipo)
Problema frequente Rottura crociato Insufficienza renale
Tipo di costo Singolo, alto (2.000€ 3.000€) Ricorrente (100€ 200€/mese)
Durata Settimane Anni
Coperto dalle polizze standard? Spesso parzialmente
Costo totale stimato 2.500€ 4.000€ 5.000€ 15.000€ su 3 5 anni

Guarda l'ultima riga. Il gatto costa di più nel lungo periodo. Ma le polizze costano meno per i gatti. Come è possibile?

Perché le polizze sono progettate sui cani. I gatti sono un adattamento, non un prodotto pensato per loro.

 

Il gatto invisibile

C'è un altro problema, più sottile.

I gatti nascondono il dolore. È un fatto etologico, non un'opinione. In natura, un gatto che mostra debolezza diventa preda. Millenni di evoluzione hanno prodotto un animale che soffre in silenzio.

Questo significa che quando il proprietario si accorge che qualcosa non va, spesso la malattia è già avanzata. Il gatto con insufficienza renale che smette di mangiare probabilmente ha i reni compromessi da mesi. Il gatto diabetico che beve troppo ha la glicemia sballata da settimane.

La diagnosi precoce nel gatto richiede esami regolari. Esami del sangue, analisi delle urine, controlli periodici. Non basta "portarlo quando sta male." Quando sta visibilmente male, spesso è tardi per le opzioni migliori.

Questo ha implicazioni enormi per l'assicurazione. Una polizza per gatti che non copre gli esami preventivi è una polizza che aspetta il disastro. E il disastro, nel gatto, costa molto più della prevenzione.

 

Un esempio concreto. Luna, gatta europea di 11 anni. La proprietaria, Giulia, la porta dal veterinario solo per i vaccini annuali. Nessun esame del sangue di routine. A 11 anni Luna smette di mangiare. Esami: insufficienza renale stadio 3 (su 4). Se diagnosticata allo stadio 1 o 2, la gestione sarebbe stata semplice e poco costosa. Allo stadio 3, servono fluidoterapia, dieta renale specifica, controlli mensili, farmaci.

Giulia aveva una polizza. La polizza copriva emergenze e interventi chirurgici. L'insufficienza renale cronica? Non è un'emergenza. Non è chirurgica. Non è coperta.

Giulia paga tutto di tasca sua. Circa 180€ al mese.

 

Cosa servirebbe davvero ai proprietari di gatti

Se dovessi immaginare una polizza pensata davvero per i gatti, sarebbe radicalmente diversa da quelle attuali.

Coprirebbe gli esami del sangue annuali dopo i 7 anni. Perché è lì che si intercettano le malattie renali, tiroidee, diabetiche. Un esame del sangue completo costa 80€ 120€. La gestione di una malattia diagnosticata tardi costa migliaia.

Includerebbe la gestione cronica. Non come "aggiunta" o "pacchetto premium." Come copertura base. Perché nel gatto la cronicità non è l'eccezione. È la regola.

Avrebbe massimali pensati per costi distribuiti nel tempo. Non un massimale annuale di 5.000€ (che per un intervento chirurgico va bene). Un sistema che copra 200€ al mese per anni, se necessario.

Non escluderebbe le patologie "di razza" in modo generico. Il Persiano e il Maine Coon hanno predisposizioni diverse. Una polizza seria le conosce e le gestisce, non le esclude in blocco.

 

I numeri del mercato gatti

In Italia ci sono circa 10 milioni di gatti domestici. Più dei cani (8,7 milioni, dati Euromonitor 2024). Eppure la spesa assicurativa per i gatti è una frazione di quella per i cani.

Perché? In parte perché i proprietari di gatti vanno meno dal veterinario (il gatto d'appartamento sembra "sano" e non ha l'obbligo del microchip in molte regioni). In parte perché le polizze non sono attraenti per chi ha un gatto. E in parte perché culturalmente il gatto è ancora percepito come "l'animale che si arrangia."

Questa percezione sta cambiando, ma lentamente. I proprietari di gatti under 40 spendono di più in cure veterinarie rispetto alla generazione precedente. Investono in alimentazione di qualità, arricchimento ambientale, checkup regolari. Sono un pubblico diverso, con esigenze diverse.

Nessuno sta parlando con loro.

 

In realtà la questione non è solo assicurativa. È culturale.

Il gatto merita lo stesso livello di attenzione medica del cane. Non di più, non di meno. Ma un'attenzione diversa, calibrata sulla sua biologia, sui suoi rischi, sul suo modo di ammalarsi.

Chi ha un gatto lo sa: è un animale che ti fa credere di stare bene fino all'ultimo. Forse è il momento di smettere di credergli.

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